E poi viene un momento in cui il sommo conforto arriva dalla mente. Mentre tutto il resto agita, scompone, preoccupa, turba, la mente rassicura e calma. Mostra alcune connessioni, di altre fa risultare l'inanità, altre ancora le dimentica volutamente o t'insegna a farlo con destrezza e senza rammarico. La mente ti accarezza come il cuore non sa fare, intento com'è a rammaricarsi di non essere abbastanza alimentato. La mente è capace di gratitudine: non importata se non ti sei sempre occupata di lei, le sono sufficienti persino le briciole che le hai riservato nel tempo. Così ora ti induci a restituirle quello che le dovevi già prima e lei non ti ha mai rinfacciato. Studi e rifletti, lasci da parte i sentimentalismi. Bene.
Studiare rende liberi
giovedì 20 agosto 2026
lunedì 10 agosto 2026
BRUTALITA'
Brutale ossia imparentato con le fiere; di natura essenzialmente ferina, predisposta all'assalto e alla consumazione sul posto della preda, dilaniata e frantumata, perché concorra alla vita brutale del predatore. Conosco tanti tipi di brutalità, praticati da soggetti astratti e concreti, umani, non umani, disumani. Il mese d'agosto è brutale, la Calabria è brutale, il capitalismo è brutale, gli stati armati sono brutali, i troppo bistrattati sono brutali; la burocrazia è brutale, la politica mondiale è brutale.
Antidoti alla brutalità sono difficili da adottare. Immobilità? I predatori non si lasciano più ingannare dalla tanatosi.
venerdì 7 agosto 2026
PAROLE PAROLE PAROLE
L'antica canzone, che non mi piacque particolarmente e non suscita in me nostalgia, risuona solo per la verità che contiene. S'accoppia a vanità delle vanità, con uno sbalzo di nobiltà su cui non indugio. La morte di alcuni scatena diluvi di parole iperboliche, magniloquenti, da sotterrare un morto, ironia ovvia. Gigante, mito, genio, maestro. Al femminile si noti l'impossibilità di produrre alcuni omologhi in opportuna declinazione:/ gigantessa suonerebbe derisorio. Invecchiare instilla questo veleno in alcuni: li rende ipersensibili a tutto e insensibili ad altrettanto. Mi scervello a capire il paradosso o l'assurdità appena scritta e, per ora, non ci riesco. Parole, parole, parole.