L'antica canzone, che non mi piacque particolarmente e non suscita in me nostalgia, risuona solo per la verità che contiene. S'accoppia a vanità delle vanità, con uno sbalzo di nobiltà su cui non indugio. La morte di alcuni scatena diluvi di parole iperboliche, magniloquenti, da sotterrare un morto, ironia ovvia. Gigante, mito, genio, maestro. Al femminile si noti l'impossibilità di produrre alcuni omologhi in opportuna declinazione:/ gigantessa suonerebbe derisorio. Invecchiare instilla questo veleno in alcuni: li rende ipersensibili a tutto e insensibili ad altrettanto. Mi scervello a capire il paradosso o l'assurdità appena scritta e, per ora, non ci riesco. Parole, parole, parole.
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