BAROCCO ha una derivazione discussa: probabilmente si tratta di un incrocio fra il francese baroque (a sua volta dal portoghese barroco «perla scaramazza» ovvero di forma non perfettamente sferica, con un’imperfezione, che però ovviamente la rende unica) e baroco, nome scolastico d’un tipo di sillogismo imperfetto.
· Inizialmente l’uso del termine, ristretto alle arti figurative, è dispregiativo: a essere stigmatizzati come espressioni di “bizzarria” erano per esempio i caratteri di grandiosità scenografica, sovrabbondanza di decorazioni, virtuosismo, ricerca di effetti prospettici e di chiaroscuro, la tendenza a colpire l’immaginazione con ardite soluzioni formali; molto più tardi fu riferito, sempre in senso deteriore, anche alla poesia e alla musica di quel secolo.
· La rivalutazione avviene solo nel xx secolo .
· La letteratura barocca è anticlassicistica: aggira, elude le regole che nel Cinquecento erano state elaborate attraverso le discussioni di poetica e di retorica nelle Accademie.
· Obiettivo fondamentale dell’arte barocca è generare piacere (sensoriale, all’occhio, all’orecchio) attraverso l’effetto, la spettacolarità, la meraviglia, ottenuti anche con l’impiego di un linguaggio (sia esso letterario o artistico in senso lato) iperbolico.
· La “meraviglia” è un concetto cardine della poetica barocca: viene perseguita operando sul linguaggio lungo due direttrici fondamentali (sollecitare i sensi e la fantasia attraverso l’impiego massiccio delle metafore; impiegare dei “concetti” per rendere prezioso e brillante il linguaggio).
· Il “concetto” è un artificio retorico che consiste nel combinare immagini tra loro molto diverse e nell’accostare cose tra loro molto distanti, ma tra le quali il poeta, per una sorta di illuminazione mentale, coglie analogie nascoste e mai osservate prima, anche se spesso bizzarre. Si parla anche di “ingegno”, “acutezza”, “arguzia”, “spirito”, esprit in francese, agudeza in spagnolo, wit in inglese, Witz in tedesco.
· La letteratura barocca tende a sfumare i confini, in una sorta di interdisciplinarietà fra arti e fra generi. La poesia è concepita come un fatto spettacolare, in cui il rapporto col pubblico è primario. Tutto è intessuto di ambiguità e di illusionismo al punto che il verosimile (carattere della poesia) appare contiguo al vero da un lato e al falso dall’altro (è virtuosismo, ma anche espressione di un radicale disinganno, quasi che nel vivere sia impossibile separare il vero dal falso, l’apparenza dalla consistenza, la vita dalla morte).Anton Maria Narducci, da un’antologia collettiva di lirici del ‘600, Ravenna, 1623.
Per i pidocchi della sua donna (o Bella pidocchiosa)
Sembran fere d’avorio in bosco d’oro
le fere erranti onde sì ricca siete;
anzi, gemme son pur che voi scotete
da l’aureo del bel crin natio tesoro;
o pure, intenti a nobile lavoro,
così cangiati gli Amoretti avete,
perché tessano al cor la bella rete
con l’auree fila ond’io beato moro.
O fra bei rami d’or volanti Amori,
gemme nate d’un crin fra l’onde aurate,
fere pasciute di nettarei umori;
deh, s’avete desio d’eterni onori,
esser preda talor non isdegnate
di quella preda onde son preda i cori!
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