martedì 27 gennaio 2015

Contrastiva parte II, 2 - vv. 62-101



Lucrezio, De rerum natura,  I libro, vv, 62-101
Humana ante oculos foede cum vita iaceret
in terris oppressa gravi sub religione,
quae caput a caeli regionibus ostendebat
horribili super aspectu mortalibus instans,
primum Graius homo mortalis tollere contra
est oculos ausus primusque obsistere contra;
quem neque fama deum nec fulmina nec minitanti
murmure compressit caelum, sed eo magis acrem
inritat animi virtutem, effringere ut arta
naturae primus portarum claustra cupiret.
Ergo vivida vis animi pervicit et extra
processit longe flammantia moenia mundi
atque omne immensum peragravit mente animoque,
unde refert nobis victor quid possit oriri,
quid nequeat, finita potestas denique cuique
qua nam sit ratione atque alte terminus haerens.
Quare religio pedibus subiecta vicissim
opteritur, nos exaequat victoria caelo.
Illud in his rebus vereor, ne forte rearis
impia te rationis inire elementa viamque
indugredi sceleris. Quod contra saepius illa
religio peperit scelerosa atque impia facta.
Aulide quo pacto Triviai virginis aram
Iphianassai turparunt sanguine foede
ductores Danaum delecti, prima virorum.
Cui simul infula virgineos circum data comptus
ex utraque pari malarum parte profusast,
et maestum simul ante aras adstare parentem
sensit
et hunc propter ferrum celare ministros
aspectuque suo lacrimas effundere civis,
muta metu terram genibus summissa petebat.
nec miserae prodesse in tali tempore quibat,
quod patrio princeps donarat nomine regem;
nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras
deductast, non ut sollemni more sacrorum
perfecto posset claro comitari Hymenaeo,
sed casta inceste nubendi tempore in ipso
hostia concideret mactatu maesta parentis,
exitus ut classi felix faustusque daretur.
Tantum religio potuit suadere malorum.
1)    I diciotto termini grassettati possono guidare nell’analisi lessicale.
2)    I   termini in corsivo possono guidare nell’analisi morfosintattica.
Traduzione d’autore 1 (Canali sul nostro libro di testo)
Traduzione 2, io.
Turpe spettacolo la vita umana
gravemente oppressa dalla superstizione,
che dal cielo incombeva con aspetto orribile:
per primo un Greco osò alzare gli occhi
verso di lei e sfidarla;
non lo dissuasero né le leggende sugli dei,
né i fulmini, né il tuono celeste,
ma tanto più ne stimolarono
la fierezza d’animo, fino a fargli desiderare
di spezzare per primo le sbarre dell’universo.
Fu così che ebbe la meglio la sua forza d’animo,
ed egli andò lontano, oltre le mura fiammeggianti del mondo,
e indagò con la mente e con il cuore l’immensità dell’universo,
riportandoci, vittorioso, la conoscenza di ciò che può nascere,
ciò che non può,  e alla fine in virtù di quale legge
ogni cosa abbia un suo ambito definito  d’azione
e un limite intrinseco.
Così, calpestata  a sua volta, la superstizione  viene sopraffatta,
e la vittoria ci innalza fino al cielo.
Nel trattare questi argomenti temo che tu magari creda di introdurti  ai principî
di una dottrina empia e di intraprendere una via scellerata.
Viceversa, più spesso proprio quella superstizione
perpetrò atti scellerati e empi.
In Aulide, in nome della religione, i condottieri Danai,
gente eletta, contaminarono  turpemente
l’altare della vergine Trivia col sangue di Ifigenìa.
Non appena la benda  ravvolta alle sue chiome verginali
le ricadde da ambo i lati del volto,
ed ella si accorse del padre che stava mesto vicino all’altare,
dei sacerdoti che vicino a lui nascondevano il pugnale,
e i concittadini che piangevano al vederla,
resa muta dal terrore, cadeva a terra in ginocchio.
E non giovava a lei, sventurata, in quel momento, essere
stata la prima a dare il nome di padre al re.
Infatti, sollevata e tenuta dai guerrieri, tutta tremante,
venne condotta all’altare, non per essere, compiuto il rito solenne,
accompagnata dallo squillante Imeneo,
ma perché, empiamente vergine, proprio nel tempo destinato alle nozze,
povera vittima immolata dal padre cadesse,
perché si concedesse alla flotta una fausta e felice partenza.

Un male di tale entità poté suggerire la superstizione religiosa. 

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