DAL
PURGATORIO AL PARADISO
FELICITÀ
E INNAMORAMENTO
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L’Eden è il paradiso perduto, luogo di
assoluta felicità originaria (primavera del mondo e miraggio intravisto al principio del viaggio
dall’agens).
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Nel canto XXVII, dopo aver superato la parete fiammeggiante di
fuoco purificatore per i lussuriosi, prima si vede la “divina foresta” , poi Virgilio
dice:
“Non aspettar mio dir più né mio
cenno;
libero, dritto e sano è tuo
arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno”
perch'io te sovra te corono e mitrio.” (vv. 139-141)
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“Per vedere una cosa veramente bisogna
capirla” ha scritto Borges in un racconto intitolato There are more things contenuto nel Libro di sabbia.
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L’agens
è ormai in possesso di tutte le sue facoltà. Questo non è uno stato di
estasi.
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Il primo rimprovero di Beatrice: Non sapei tu che qui è l’uom felice?”
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Dante deve controllare il dolore e imparare
a vedere Beatrice, quella vera, l’unica mai esistita.
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La Beatrice del paradiso ha una doppia
natura, come Cristo (liberano l’uomo/l’agens
dal peccato e lo rendono felice).
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Svenimenti e intertestualità
rivelatrice: dal V dell’Inferno al
XXXI del Purgatorio.
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Dante innamorato dell’amore: innamorarsi
significa avere una religione il cui dio è fallibile, contraddittorio,
irascibile, travolgente.
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“puro e
disposto a salire a le stelle.” (XXXIII, 145)
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