venerdì 15 novembre 2013
Correzione compito di letteratura dell'11 novembre
COGNOME NOME CLASSE III B
Torino, 11 novembre 2013
LETTERATURA LATINA
1) Risali dal concetto di pax deorum alla concezione del diritto in età regia. (2 punti, 4 righe)
La pax deorum, nel contesto della società romana delle origini, ma con una permanenza anche in epoca storica, è l’accordo tra uomini e divinità: è una condizione che, ove si infranga per colpa anche solo di un singolo individuo, deve essere ripristinata. Di qui, in età regia, il ruolo che il rex riveste nell’esercizio della giustizia: ius e fas coincidono ed egli detiene un potere di tipo sacrale che gli consente di condannare a morte o esiliare il responsabile di attentati alla pax deorum.
2) Qual è il ruolo svolto dalle biblioteche nella conservazione dei testi antichi? (1 punto, 3 righe)
Le biblioteche antiche (la più notevole, per numero di volumi attestati intorno al III secolo, fu quella di Alessandria d’Egitto) hanno conservato le opere catalogandole e selezionandole, in modo da stabilire, tra varie copie manoscritte di uno stesso testo, quale fosse l’originaria e da corredarla, talvolta, di commenti.
3) Tabellae e codici lignei: descrivili. (1 punto, 3 righe)
Le prime erano tavolette di legno di forma rettangolare:se imbiancate, vi si scriveva con penna e inchiostro, se ceratae, si “sgraffiavano” con stilum di metallo o avorio. I codici lignei erano composti da più tabellae sottili unite insieme sul lato più lungo da cordicelle o ganci (erano polittici, cioè composti da più tabellae).
4) Com’era inteso originariamente il termine “filologia” e quale accezione, a partire da un’epoca che devi precisare, acquisì? (1 punto, 3 righe)
Originariamente filologia significa amore per la dottrina, con particolare riguardo all’erudizione storica. Il termine acquista il significato di lavoro di ricostruzione dei testi e di commento dal momento in cui nascono le biblioteche, diventando un’attività culturalmente rilevante dall’età ellenistica al medioevo inoltrato, all’umanesimo (fino al XIV secolo)
5) Fornisci definizioni precise dei seguenti termini: pater familias, gens, cliens, patronus. (1 punto)
Il pater familias è il capo di un nucleo familiare, detentore del diritto di vita e di morte su tutti i membri del medesimo; la gens è ogni antica casata di Roma, con ascendenti identificati in dei o eroi mitici e propri culti; cliens si definisce il soggetto di estrazione plebea che crea un rapporto basato sulla fides con un patronus, nobile, che gli offre protezione in cambio di obbedienza e aiuto materiale di varia natura.
6) Quale importanza rivestì, e con quali modalità, la scuola nella trasmissione dei testi? (2 punti, 4 righe)
La scuola rivestì un’importanza fondamentale nella trasmissione dei testi letterarî, dato che contribuì alla identificazione di un canone: di qui il fatto che i testi arcaici non siano stati tramandati (se non indirettamente, tramite citazioni di grammatici), mentre sono pervenuti i testi ritenuti classici (con l’eccezione di Terenzio e Plauto, entrambi del II secolo), ossia quelli del I secolo, particolarmente Virgilio per la poesia e Cicerone per la prosa.
7) In quali modi si pervenne alla limitazione dell’arbitrio interpretativo dei pontefici? Contestualizza opportunamente, inserendo riferimenti cronologici, il discorso. (2 punti, 5 righe)
Nella prima età repubblicana, dalla fine del VI secolo fino a metà del III, la carica di pontefice massimo era riservata ai soli patrizi, come pure da patrizi era composto il collegio di sacerdoti con carica vitalizia: in grazia del fatto che ius e fas coincidessero, essi potevano bloccare ogni iniziativa dei magistrati in nome o per mantenere la pax deorum. Si pervenne a una limitazione del loro arbitrio solo attraverso la promulgazione di leggi scritte (XII tavole a metà V, ius Flavaianum nel 304) e consentendo l’accesso al pontificato dei plebei (legge del 300 a.C)
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