lunedì 9 novembre 2015

LUCIANO GALLINO SULLE DISUGUAGLIANZE GLOBALI

DISUGUAGLIANZE GLOBALI
Come si producono Luciano Gallino
 1. Il significato dell’espressione “disuguaglianze globali” L’espressione “disuguaglianze globali” riveste molteplici significati. Per accostarsi ad essi può esser utile citare alcuni casi che riguardano, nell’ordine, la speranza di vita alla nascita; l’istruzione; l’abitazione; il consumo di risorse naturali; il reddito. Tra il gruppo di paesi in cui si vive più a lungo (Australia, Giappone, Unione Europea) e il gruppo di quelli in cui la vita è più breve (quasi tutti situati nel Centro Africa e nell'Africa orientale), la differenza della speranza di vita alla nascita registrata tra il 2000 ed il 2005 è stata di 36 anni. Essa supera gli 80 anni nei primi, mentre è inferiore ai 45 anni nei secondi. Ciò significa che se un abitante della Nigeria o del Mali che si avvicina ai 40 anni si vedesse assegnare di colpo la speranza di vita dell’Europa occidentale, avrebbe la possibilità di vivere, quasi per intero, una seconda vita. Uno dei fattori che intervengono nel determinare simili differenze nella speranza di vita è data dal tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni. Nel 2002, nei quattro paesi al fondo della relativa classifica (Afghanistan, Angola, Nigeria e Sierra Leone) tale tasso era 74 volte più elevato dei quattro paesi al vertice di essa (Svezia, Danimarca, Islanda e Norvegia): oltre il 260 per mille rispetto al 3,5 per 1000. I successivi dieci paesi al fondo della scala avevano tassi di mortalità compresi tra il 200 ed il 235 per mille; i dieci in cima alla scala, al disotto dei primi quattro già citati, presentavano tassi del 4-5 per 1000. La cumulazione entro gli stessi paesi di determinati tassi di speranza di vita e di mortalità infantile comporta, ad esempio, che un bambino il quale nasca ai nostri giorni in Afghanistan ha 1 probabilità su 4 di non arrivare a compiere cinque anni; mentre una neonata giapponese ha 1 probabilità su 2 di arrivare a vedere il XXII secolo. Ciò significa che il 25% dei bambini afgani che nascono oggi saranno deceduti entro il 2012; per contro il 50% delle bambine giapponesi arriveranno a festeggiare i 95 anni nel 2100. Interi gruppi di paesi, comprendenti centinaia di milioni di abitanti, si collocano in vicinanza delle estremità opposte di questa scala della speranza di vita. A seconda del paese e dello strato sociale in cui un individuo si trova collocato alla nascita, nonché del genere, varia grandemente anche la “speranza di vita scolastica” (School Life Expectancy – SLE). Tale indice misura gli anni di istruzione formale (ovvero di anni di scuola completati con il passaggio all’anno successivo) che gli abitanti d’un dato paese possono attendersi a partire dall’età media di ingresso nella scuola pre-primaria, che quasi ovunque è fissata a 3 anni. La SLE è di 5-6 anni, in media, nell’Africa sub-sahariana. In diversi paesi del gruppo dei paesi cosiddetti a sviluppo minimo, quali Burkina Faso, Mali, Niger, Mozambico, essa è inferiore a 3,5 anni. ... PDF COMPLETO AL SEGUENTE INDIRIZZO

http://www.dircost.unito.it/dizionario/pdf/Gallino-Diseguaglianze.pdf

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