Le domande furono inventate da me, le risposte concepite da L. R. di VB, che mi diede il permesso di pubblicarle solo quando les jeux étaient faits...il momento è quindi arrivato
LETTERATURA LATINA (Virgilio, Ovidio, Orazio)
1)
Dimostra,
con solide ma astruse argomentazioni, che se Ovidio non è Properzio e Properzio
non è Catullo allora nessuno dei tre è mai esistito.
Se Ovidio non è Properzio, chi è?
Di certo non è Catullo, perché lui non lo è già Properzio. E quest’ultimo che
probabilità ha di essere se stesso, se nemmeno Catullo e Ovidio, persino più
celebri di lui, non lo sono? Ne consegue che Properzio non è. Inoltre se
Catullo non è chi non è nessuno (ovverossia Properzio) e se due negazioni fanno
un’affermazione, allora Catullo è nessuno. Rimane da capire se Ovidio sia mai
esistito, ma se non c’è due senza tre e due si è già visto che non ci sono (né
Properzio né Catullo), ne deduco che pure Ovidio non ci sia. Peccato per le poesie
però.
4)
Quando,
come, perché e quant’altro Orazio e Virgilio non si sono conosciuti?
Se Orazio e Virgilio non si sono
conosciuti non è tanto per una questione di tempo. Basti pensare al caso di
Dante e Virgilio: ne erano passati di secoli tra la morte di uno e la nascita
dell’altro eppure il tempo non ha impedito loro di essere grandi amici.
Ma d’altra parte Orazio e Virgilio
si sono conosciuti: erano persino soci dello stesso club. E’ persino probabile
supporre che uno dei due abbia garantito per il tesseramento dell’altro (senza
raccomandazioni non si andava da nessuna parte nemmeno allora. Come
biasimarli?).
In ogni caso credo di aver risposto
alla domanda poiché, come dicendo quando innaffiare le piante si dice anche
quando non innaffiarle, spiegare quando due persone si sono conosciute
significa anche spiegare quando non si sono conosciute. E anche come e perché.
7)
Dopo
aver solidamente argomentato, scrivi di che cosa si tratta (entra in qualunque
dettaglio inerente all’argomento in sé, non ad altro).
Non è possibile che una tale
ossessione e riverenza nei confronti degli eventi gratuiti sia casuale. Per non
parlare, inutile dirlo, del grandioso amore che tutti e due versano nella
lettura disinteressata, quella atta al puro piacere. Soprattutto se si considera
che il campo di entrambi è la letteratura (insegnanti di Lettere per la
precisione: uno francese che non nasconde il proprio interesse per l’Italia e
l’altra italiana ma a conoscenza del francese a dispetto dell’inglese). Inoltre,
sia lui che lei, possono vantare quella genuina ipocrisia di chi professa la
libertà imponendola (ma la colpa di questo non è loro. E’ che col Programma
Ministeriale si può al massimo scendere a patti).
Ma la cosa più sorprendente è che,
sebbene i loro discorsi siano sempre ricchi di citazioni e degne menzioni,
nessuno dei due mi abbia mai (per quanto ricordi) parlato dell’altro, quasi che
si evitassero per nascondere un ovvio legame. Ma io ho capito: la mia
professoressa di Italiano è Daniel Pennac (almeno un po’) e la prova decisiva è
che nessuno li hai mai visti insieme (dopodiché si verificheranno i risultati
della perizia calligrafica sul manoscritto Come
un romanzo).
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