venerdì 9 settembre 2016

QUANDO LES JEUX SONT FAITS: MODELLO DI QUESTIONARIO CON RISPOSTE

Le domande furono inventate da me, le risposte concepite da L. R. di VB, che mi diede il permesso di pubblicarle solo quando les jeux étaient faits...il momento è quindi arrivato
LETTERATURA LATINA (Virgilio, Ovidio, Orazio)

1)      Dimostra, con solide ma astruse argomentazioni, che se Ovidio non è Properzio e Properzio non è Catullo allora nessuno dei tre è mai esistito.
Se Ovidio non è Properzio, chi è? Di certo non è Catullo, perché lui non lo è già Properzio. E quest’ultimo che probabilità ha di essere se stesso, se nemmeno Catullo e Ovidio, persino più celebri di lui, non lo sono? Ne consegue che Properzio non è. Inoltre se Catullo non è chi non è nessuno (ovverossia Properzio) e se due negazioni fanno un’affermazione, allora Catullo è nessuno. Rimane da capire se Ovidio sia mai esistito, ma se non c’è due senza tre e due si è già visto che non ci sono (né Properzio né Catullo), ne deduco che pure Ovidio non ci sia. Peccato per le poesie però.

4)      Quando, come, perché e quant’altro Orazio e Virgilio non si sono conosciuti?
Se Orazio e Virgilio non si sono conosciuti non è tanto per una questione di tempo. Basti pensare al caso di Dante e Virgilio: ne erano passati di secoli tra la morte di uno e la nascita dell’altro eppure il tempo non ha impedito loro di essere grandi amici.
Ma d’altra parte Orazio e Virgilio si sono conosciuti: erano persino soci dello stesso club. E’ persino probabile supporre che uno dei due abbia garantito per il tesseramento dell’altro (senza raccomandazioni non si andava da nessuna parte nemmeno allora. Come biasimarli?).
In ogni caso credo di aver risposto alla domanda poiché, come dicendo quando innaffiare le piante si dice anche quando non innaffiarle, spiegare quando due persone si sono conosciute significa anche spiegare quando non si sono conosciute. E anche come e perché.

7)      Dopo aver solidamente argomentato, scrivi di che cosa si tratta (entra in qualunque dettaglio inerente all’argomento in sé, non ad altro).
Non è possibile che una tale ossessione e riverenza nei confronti degli eventi gratuiti sia casuale. Per non parlare, inutile dirlo, del grandioso amore che tutti e due versano nella lettura disinteressata, quella atta al puro piacere. Soprattutto se si considera che il campo di entrambi è la letteratura (insegnanti di Lettere per la precisione: uno francese che non nasconde il proprio interesse per l’Italia e l’altra italiana ma a conoscenza del francese a dispetto dell’inglese). Inoltre, sia lui che lei, possono vantare quella genuina ipocrisia di chi professa la libertà imponendola (ma la colpa di questo non è loro. E’ che col Programma Ministeriale si può al massimo scendere a patti).

Ma la cosa più sorprendente è che, sebbene i loro discorsi siano sempre ricchi di citazioni e degne menzioni, nessuno dei due mi abbia mai (per quanto ricordi) parlato dell’altro, quasi che si evitassero per nascondere un ovvio legame. Ma io ho capito: la mia professoressa di Italiano è Daniel Pennac (almeno un po’) e la prova decisiva è che nessuno li hai mai visti insieme (dopodiché si verificheranno i risultati della perizia calligrafica sul manoscritto Come un romanzo).

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